La Pubblica amministrazione protagonista nella prevenzione degli abusi su agevolazioni pubbliche e appalti: le indicazioni della Comunicazione UIF del 31 marzo 2026
Giurisprudenza
08 maggio 2026|di Avv. Irene Magliozzi
La Comunicazione del 31 marzo 2026 dell’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia si colloca nel solco di un percorso di progressivo rafforzamento degli strumenti di prevenzione del riciclaggio connesso all’utilizzo di risorse pubbliche, percorso avviato già nel 2009 e successivamente sviluppato attraverso interventi mirati, tra cui la Comunicazione dell’11 aprile 2022 dedicata al PNRR e il Provvedimento del 12 maggio 2023 sugli indicatori di anomalia.
Il documento si caratterizza per un approccio ampio e sistematico, che abbraccia due ambiti distinti ma interconnessi, vale a dire quello delle agevolazioni pubbliche — comprendenti sovvenzioni, contributi a fondo perduto, crediti d’imposta, finanziamenti agevolati e strumenti di sostegno analoghi — e quello dei contratti pubblici disciplinati dal Decreto legislativo n. 36/2023, rispetto ai quali la UIF evidenzia come il rischio non si esaurisca nella fase di accesso alle agevolazioni pubbliche ma si distribuisca lungo l’intero ciclo di vita della procedura, dalla selezione del contraente fino all’esecuzione e alla rendicontazione, richiedendo quindi un presidio continuo e integrato da parte di tutti i soggetti coinvolti.
Uno degli elementi di maggiore novità e impatto operativo è rappresentato dall’introduzione dei nuovi codici fenomenologici PA1 e PA2, che hanno sostituito i precedenti FI1 e FI2 dal 31 marzo 2026, con i quali si intende distinguere in modo più puntuale le segnalazioni relative, rispettivamente, agli abusi nell’accesso e nell’utilizzo delle agevolazioni pubbliche e a quelli connessi ai contratti pubblici, rafforzando così la capacità del sistema di classificare e analizzare i fenomeni sospetti; tale innovazione si accompagna a un’esplicita estensione del perimetro soggettivo della disciplina, che coinvolge non solo intermediari bancari e finanziari ma anche le Pubbliche amministrazioni, chiamate a svolgere un ruolo diretto nella segnalazione delle operazioni sospette ai sensi del Decreto legislativo n. 231/2007, in coerenza con quanto già emerso nel contesto del PNRR, dove è stato rafforzato l’obbligo di identificazione del titolare effettivo degli operatori economici, inclusi appaltatori e subappaltatori.
Sotto il profilo delle anomalie, la Comunicazione in argomento offre una ricognizione estremamente articolata che prende le mosse dal profilo soggettivo dei beneficiari e degli operatori economici, ponendo particolare enfasi sulla necessità di verificare con accuratezza la titolarità effettiva e di utilizzare in modo sistematico le banche dati disponibili, e individuando una serie di indicatori di rischio che includono, tra gli altri, la recente costituzione o inattività dell’impresa, le modifiche repentine della forma giuridica o degli assetti proprietari, le operazioni straordinarie non giustificate, il sottodimensionamento della struttura organizzativa rispetto ai volumi dichiarati, la mancata presentazione dei bilanci e soprattutto gli incrementi esponenziali di fatturato non accompagnati da adeguata redditività, elementi che, se considerati nel loro insieme, possono rivelare la presenza di strutture societarie meramente strumentali o di operazioni prive di reale sostanza economica.
A ciò si aggiunge un’attenzione particolarmente marcata ai collegamenti tra soggetti, la comunanza di di titolari effettivi, esponenti aziendali, fornitori, rapporti bancari o recapiti, evidenziando come i fenomeni di abuso raramente si presentino in forma isolata ma tendano piuttosto a svilupparsi all’interno di reti organizzate, nelle quali la frammentazione delle operazioni rappresenta uno strumento per occultare la reale destinazione dei fondi e rendere più complessa l’attività di controllo.
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Edizione n. 164 della Newsletter di AIRA_antiriciclaggio news_avv. Irene Magliozzi.pdf