La calda estate delle PAD: una nuova fase della digitalizzazione è alle porte?

Approfondimenti

19 giugno 2026|di Dott.ssa Claudia Mottin

Le Regole tecniche AGID 2.0 sulle Piattaforme di Approvvigionamento Digitale sono state adottate lo scorso 31 dicembre 2025, ma nei mesi successivi non sempre è stata colta la reale portata delle novità introdotte per le PAD e, soprattutto, il loro impatto operativo sulle attività delle stazioni appaltanti.
Le Regole tecniche sono formalmente rivolte ai gestori delle piattaforme, ma il funzionamento delle PAD incide direttamente sull’organizzazione interna delle amministrazioni e sull’attività quotidiana di RUP, uffici gara e strutture chiamate a seguire l’esecuzione dei contratti pubblici.
Dal 1° gennaio 2024 l’attenzione degli operatori del settore si è concentrata principalmente, se non quasi esclusivamente, sulla gestione digitale della procedura di gara. I prossimi mesi, tuttavia, potrebbero segnare un punto di svolta nell’approccio alla digitalizzazione del ciclo di vita dei contratti pubblici, con l’avvio di una più effettiva gestione digitale anche della fase esecutiva dell’appalto.
Siamo ormai abituati a considerare la PAD non più come un semplice strumento informatico per pubblicare una gara o ricevere offerte, ma come l’ambiente digitale principale attraverso il quale devono essere gestiti gli appalti pubblici. Resta però da chiedersi quante amministrazioni siano oggi realmente solerti e tempestive nell’invio delle schede ANAC relative alla fase di esecuzione, quanti RUP si stiano effettivamente preoccupati di implementare il fascicolo di gara digitale e, soprattutto, cosa potrebbe accadere a partire dal prossimo 1° luglio.

Il quadro normativo
Le norme di riferimento per la digitalizzazione dei contratti pubblici sono contenute negli articoli 19 e seguenti del D.Lgs. 36/2023.
L’art. 19 afferma il principio della digitalizzazione dell’intero ciclo di vita del contratto, nel rispetto del Codice dell’amministrazione digitale, della sicurezza informatica, della protezione dei dati personali, della trasparenza e della tracciabilità. L’art. 21 individua le fasi del ciclo di vita digitale. L’art. 25 impone alle stazioni appaltanti l’utilizzo di piattaforme di approvvigionamento digitale per lo svolgimento delle procedure di affidamento e di esecuzione. L’art. 26 attribuisce infine ad AGID, d’intesa con ANAC, Dipartimento per la trasformazione digitale e Agenzia per la cybersicurezza nazionale, il compito di definire le regole tecniche e i requisiti necessari per la certificazione delle piattaforme.
La prima conseguenza operativa per le stazioni appaltanti è stata l’obbligo, a decorrere dal 1° gennaio 2024, di utilizzare esclusivamente piattaforme certificate e iscritte nel Registro delle Piattaforme Certificate gestito da ANAC. La certificazione non ha un valore meramente formale, perché attesta la conformità della piattaforma alle Regole tecniche adottate da AGID, che comprendono requisiti di sicurezza, interoperabilità e funzionalità necessari per l’integrazione con l’ecosistema nazionale di e-procurement e, in particolare, con la Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici.
Nei primi due anni di vita della digitalizzazione, e quindi fino al 31 dicembre 2025, la certificazione delle PAD è stata rilasciata da AGID sulla base delle autodichiarazioni rese dai gestori, i quali hanno attestato la conformità delle piattaforme ai protocolli operativi e ai requisiti richiesti.

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AllegatoLa calda estate delle PAD_Articolo Appaltiamo_Dott.ssa Claudia Mottin.pdf